Odiamo i tronisti ma facciamo i blogghisti
Preciso sottolineare la mia avversione per certi programmi, privi di cultura. La società è divenuta una mera trasposizione di falsi ideali. Tutti cerchiamo di apparire e non di essere, cercando il consenso delle persone che contano. Bramosi di stare sotto i riflettori inventiamo nuove mode, nuove tendenze. Il microblogging è tra queste. Scoperto oggi, per puro caso, surfando tra le onde della rete. Chi non conosce il fenomeno è invitato a visitare la relativa pagina wikipedia. Qualcuno potrebbe delineare il confine tra i due mondi. Magari affermando che la naturalezza del microblogging, non è dettata da leggi di mercato. In questo mondo non si viene per essere scelti, ma si sa la vanità è caratteristica dell’umanità.
Add comment Gennaio 21, 2008
Generazioni
Eccomi di ritorno a solcare questo bianco terreno, mondo che assorbe ogni mio pensiero. Potrebbe sembrare strano, sentivo la voglia crescere dentro di me, ma dovevo scrivere. Mille pensieri che frullano in testa, aspettando solo che io li guidi in volo verso di voi. Allora armiamoci di buona volontà. Io parlo voi ascoltate. Il titolo che ho scelto, Generazioni, è una chiara intenzione di capire quale sarà il mio futuro. “Chi vede nel passato il proprio futuro non vive nel presente”. Da questa frase, che scrissi tempo addietro, vorrei estrapolare il senso della vita. La vita è un labirinto senza uscita. Nell’attimo in cui te ne rendi conto, hai smesso di respirare. Navigando un po’ per il web, sono finito a leggere il blog di una cara amica. Tra i suoi propositi, per il nuovo anno, uno mi colpisce particolarmente. Allontanarsi dal computer Anche se è il lavoro vi dovesse divertire, esiste un mondo là fuori[...]. Allora una domanda sorge spontanea, come mai sta spopolando il fenomeno “SecondLife”? Entrare in un mondo intangibile è causa di un voler evadere dal quotidiano, oppure è sintomo di una società malata di virtualità? Lascio ai commenti la volontà nel rispondere. Continuando a remare per il web, si prepara una burrasca, trovo un’intervista mai fatta a un personaggio noto negli ultimi tempi. Tra le domande la prima mi ha stuzzicato. Gli chiedo ad esempio se non ritiene che i giornali e la Rete possano convivere, visto che la tivù non ha ucciso la radio. Non sono il noto personaggio, ma avrei risposto così. Brutta cosa asserire che le intenzioni della televisione, erano quelle di uccidere la radio. Equivarrebbe a dire che il mezzo col quale sto scrivendo questo post, ha ucciso il mio Commodore 64. I nostalgici ci sono sempre, nonostante tutto. Scavando nelle questioni tecniche mi viene da dire che giornali e web non possono convivere come hanno fatto la tivù e la radio. I due mass-media sono appannaggio di pochi eletti. Coloro che si possono permettere di pagare una licenza, per sfruttare onde radio, sono pochi. Specialmente se il bacino di utenze è tanto ampio da abbracciare una nazione intera. Così anche per la carta stampata, non è così semplice aprirsi una redazione. La rete invece ci unisce tutti, in una maglia di bit che viaggiano da un capo all’altro del mondo. Eccentrica e globale. Pochi euro al mese per visitare luoghi che nemmeno la mia fantasia edificherebbe. Pochi non sono, oddio se sparo a zero già da ora non mi rimane fiato. Mi viene in mente un film animato visto da poco, e parafrasandolo mi viene spontaneo annunciare che tutti possono essere scrittori, giornalisti, umani. Umani certo, di cosa vi meravigliate. Umano è colui che non si piega al volere altrui, o il contrario? Dubbio Amletico, direi. Anche perché non v’è persona al mondo, almeno io non ne conosco, che in ogni istante della sua vita decide con la propria testa. Ritornando a pochi righi sopra, non tutti si possono permettere di pagare una licenza. Molti di voi conoscono la questione WiMax. Non è stata rilasciata una frequenza, dico una, che non sia su licenza. Il WiMax è la tecnologia che potrebbe far sparire il Digital Divide, connessione a banda larga in tutto lo stato nazionale. Se esistesse una frequenza libera, ora starei al telefono con qualsiasi altra persona a distanza di 1000Km senza pagare un euro. Invece no, chissà se le aziende di telefonia sono contente. Il VoIP, l’IPTV e tutti i servizi connessi alla rete sarebbero potuti essere liberalizzati. Ve la immaginate una tivù libera nazionale? 10? 100? 1000? Sarebbero bastati un po’ d’intelligenza e fantasia, et voilà come per incanto, chiunque avrebbe avuto il suo studio televisivo. Forse non solo le aziende telefoniche ringraziano. Si fa tardi, sono quasi le 2.00 di notte, ma riaffiora nella mente una trasmissione. Fondamentalmente guardo poca Tivù. Purtroppo a volte capita di essere costretto a vedere la domenica una tivù privata nazionale. Nella trasmissione si affermava che l’Italia è un popolo di vecchi. Io direi un popolo di vecchie volpi. Tanti ministeri inutili, direi ridondanti, ma uno che servirebbe assolutamente non lo vedo. MINISTERO PER LE NUOVE TECNOLOGIE. Ho dato anche lo spunto per il nome. Poi dicono che i giovani non si attuano, non hanno iniziativa. Alzate il deretano dalle comode poltrone, livellatevi lo stipendio, arrivate a trentasei anni di contributi e poi vi potrete prendere la pensione. Rovinare l’Italia o il popolo italiano non deve essere premiato, come purtroppo accade oggi. Dopo quest’ultimo sfogo vi saluto tutti. “Cucitemi pure le labbra per far si che non parli, tagliatemi le mani per far si che le mie parole non siano visualizzate e toglietemi tutto per rendermi vostro schiavo. Ma una cosa non me la potrete togliere. La libertà di pensare. Poiché urlerò in silenzio e scriverò col mio sangue, dimostrando di essere libero, rigando la terra con lacrime amare. Solo allora capirete che non potrete uccidermi, ciò renderebbe il ricordo di me immortale come la mia anima”.
1 comment Gennaio 13, 2008
